“La mia classe” di Daniele Gaglianone

“La mia classe” di Daniele Gaglianone
13 Marzo 2014 amalelingue

Giovedì 13 marzo 2014 alle ore 18.00
al Cinema America di Via Colombo

Proiezione speciale del film
“La mia classe” di Daniele Gaglianone

Amalelingue in collaborazione con la Sala America

 

La mia classe di Daniele Gaglianone. Con Valerio Mastandrea, Bassirou Ballde, Mamon Bhuiyan, Gregorio Cabral, Jessica Canahuire Laura. Durata 92 min.
Il film, diventato il manifesto dell’associazione per il Riconoscimento della professione degli insegnanti di italiano L2/LS, arriva finalmente a Genova grazie alla collaborazione tra la Sala America e la scuola Amalelingue.

La proiezione del film “La mia classe” a Genova, al Cinema America, è un piccolo passo fuori dall’ombra per tutti gli insegnanti di italiano a stranieri che chiedono di essere riconosciuti professionalmente dal MIUR e legittimati dalle istituzioni.

“Noi ce l’abbiamo fatta, sì, ci siamo riusciti. L’antica aspirazione dell’uomo, il sogno dell’invisibilità, lo abbiamo realizzato. E senza indossare tute mimetiche. Noi, insegnanti di italiano a stranieri come il maestro Valerio Mastandrea nel film di Daniele Gaglianone “La mia classe”, specializzati, qualificati, con esperienza, senza aver compiuto alcuna magia o indossato anelli dai poteri straordinari, da anni lavoriamo senza essere visti. Gli studenti per fortuna si accorgono della nostra presenza, ma non il ministero dell’istruzione, non le istituzioni, per loro la professione non esiste, così come non esiste una classe di concorso. Strano, perché sono ormai numerosi i percorsi di specializzazione con cui le università arricchiscono le proprie offerte formative e molti quelli che le seguono”.

 

Cosa ci si poteva aspettare?

Il film “La mia classe” è arrivato a Genova come evento speciale, fuori dalla programmazione ordinaria, perché nessuna sala cinematografica di questa città aveva evidentemente ritenuto interessante per il suo pubblico questa storia, una storia che, invece, data la forte presenza migratoria a Genova, avrebbe dovuto essere considerata attuale, degna di attenzione e, diciamo così, di utilità sociale. Forse proprio per queste ragioni il film è scivolato nell’indifferenza dei più. Mi viene da dire: non è stupefacente. Mi viene da dire, come Valerio Mastandrea, “mi sa che non serve a un cazzo…”.

Anche ieri, alla proiezione delle 18, cui ha partecipato il regista, la presenza degli spettatori in sala non ha fatto che confermare questa impressione. Pubblico limitato, è vero, ma almeno interessato e aperto alla discussione.

L’aspetto più desolante è stata la quasi totale assenza degli insegnanti. Perché?